Restare a casa…

Siamo stati in silenzio queste settimane.
Prima perché increduli, poi perché titubanti ma speranzosi, infine rassegnati.
Le brochure ormai inutili sparse qua e là, le locandina affisse e non ancora levate, i permessi, le richieste, i biglietti.
Li guardiamo di sfuggita, perché ci danno fastidio. Sembra un sogno, una barzelletta, un colmo. Eppure Teatrix si è messo in pausa già da un po’ e sfumano le possibilità di premere il tasto “play” prima di qualche mese.
Ci hanno detto di restare a casa, perché così tutto andrà bene.
È triste, doloroso, ci sembra ingiusto, ma è la sola e l’unica cosa che possiamo fare.
State a casa, allora. Leggete, pensate, recitate poesie, filastrocche, rime, tutto ciò che può dare colore e tenerci collegati, proprio come quando, seduti in poltrona, ci lasciamo condurre nelle storie e nelle emozioni di chi sta sul palco.
Teatrix tornerà, ne siamo certi. Il dito è fermo, pronto a schiacciare “play”.

 

 

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